‘TOFF’, ‘TOFF’, ‘TOFF’, …
Il paese è in una fase delicata…
‘TOFF’, ‘TOFF’, …
…sì, in un periodo di transizione…
‘TOFF’.
‘BLIN-BLON’.
Oggi al Parlamento:
Una mozione. L’avversario si alza e mette lì la sua; una differenza… leggerissima e… ‘TA-TA-TATARATATATA-TA!"
Dopodiché tutti al tennis.
‘TOFF’, ‘TOFF’, …
Sì, giocano tutti al tennis… e qui mi incazzo! E sì, perché gli piacciono a tutti le stesse cose mica per altro. E i gusti sono tutto: c’è chi gioca al tennis e c’è chi gioca al calcio.
Certo la vera cortina di ferro è lì, nei gusti. Le questioni ideologiche? Roba da ridere fra gusti uguali. I gusti sono la vera sostanza politica. E loro hanno scelto il tennis.
Belli, puliti, tutti bianchi, impostati: il rovescio, bello, la volée… ma giocate al calcio deficienti! Ci cago io sulla vostra terra battuta! E’ la rivincita estetica del giocatore di calcio… tutte le notti me la sogno.
Chiudo gli occhi, un film: valle verde, meraviglioso, campi da tennis, sole… ‘TOFF’, ‘TOFF’, … ‘VRRRR’, un film, Boñuel regista, ‘VRRRR’. Si alza in volo un branco di mucche… ‘VRRRR’, … lui può! E su quei bellissimi ragazzi abbronzati, dalle mandibole giuste e dai denti bianchi… ‘VRRRR’, su quelle signore assolutamente belle ma così assolutamente da non arrappare nessuno… ‘VRRRR’, su quei signori eleganti e raffinati, su quelle signore da piccoli cagnolini… ‘VRRRR’, sulle Adidas, sulle magliette col coccodrillino, sugli arbitri con la "r" francese: "QuaRanta a tRenta!", ‘TOFF’, ‘TOFF’, "PaRità!", ‘TOFF’, ‘TOFF’, e le mucche: ‘PLAAAAAFFFFF!!!’
Parità!!!
Niente, un sogno. Tutto pulito. I miracoli non li fa neanche Boñuel.
Il tennis avanza e i coccodrillini dilagano perché è giusto espandere le cose. Così si corre con la stessa maglietta e il tennis avanza e non risparmia nessuno.
E ora in tutte le fabbriche ci sono i campi da tennis e si capisce chiaramente che è la base che ha imposto i suoi gusti, praticamente la "proletarizzazione".
"Hop, bella palla!", "Grazie!", "Scusa!"… siamo anche educati… "Hop, scusa!", "Hop, scusa!"… ma giocate al calcio deficienti! Macché: "Hop, scusa!", "Hop, scusa!", "Bellissima la volée vincente del tornitore Brambilla!", "Hop, scusa!", "Hop, scusa!"… scusa un cazzo!!!
Intendiamoci, non ce l’ho mica con Guido Oddo io, ma perché i figli di Rizzoli non giocano al calcio, perché non abbiamo imposto i nostri gusti? Ecco Agnelli centravanti del Torino e Andreotti al Giro d’Italia questa è la "proletarizzazione"!
Devo aver detto una cazzata!
Sì lo so che nei gusti non c’è più lo scontro frontale ma allora dov’è? Bisognerà pur decidere: o avere dei nemici o giocare a tennis!
El texto musical IL TENNIS de GIORGIO GABER también está presente en el álbum Libertà obbligatoria (1976)
Giorgio Gaber (pseudonimo di Giorgio Gaberscik; 1937-2000) è stato un cantautore, drammaturgo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale italiano, considerato uno dei più importanti artisti dello spettacolo e della musica italiana del secondo dopoguerra. Nato a Milano da una famiglia di origini slovene, Gaber si avvicinò alla musica fin da giovane, esibendosi in locali milanesi e collaborando con alcuni musicisti jazz. Nel 1960 debuttò come cantautore al Festival di Sanremo con il brano "Il mio nome è", ottenendo un discreto successo. Nel corso degli anni '60 e '70 Gaber si affermò come uno dei cantautori più originali e innovativi della scena italiana, caratterizzato da testi impegnati e musicalità sperimentale. Collaborò con diversi artisti, tra cui Enzo Jannacci e Gino Paoli, e partecipò a numerosi festival di musica. Tra i suoi brani più rappresentativi ricordiamo "La canzone del sole", "Il mio amico", "L'uomo che non c'è" e "Non ho paura". Gaber si dedicò anche alla regia teatrale, mettendo in scena opere proprie e di altri autori. La sua carriera artistica è stata segnata da un forte impegno sociale e politico, espresso attraverso le sue canzoni e le sue performance teatrali. Giorgio Gaber è morto a Milano nel 2000 all'età di 63 anni.
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