Oh! Mi è arrivato un dono. Che bello! Qualcuno ha pensato a me.
Sarà un Brion Vega... Eh no, su questo non ci cago! Chiaro: quando sono nei negozi... tanti... e allora ha anche un senso rompere tutto. Ma questo... me lo metto in camera e...click! Capodistria. Un po' sdoppiato però. Queste cose mi fanno impazzire... (gesto come a regolare il televisore) Meno contrasto: migliora... però fa la neve! "Va bene, va bene così, non lo toccare, andava benissimo" gli altri dietro "Andava benissimo!" Hanno sempre paura che lo peggiori. E no! Lo miglioro, io, no? E poi è mio! Me l'ha regalato lo zio.
Bello il senso del dono, questo gusto che si sta perdendo di godere della gioia dell'altro...
Maledizione! Ora devo contraccambiare. Questa è l'insidia del dono.
La donazione, oggi, è sospetta di intenzioni inconfessate, e allora ti viene la fretta di sdebitarti. Tremendo!...
No, non per i soldi. Scegliere qualcosa... per lui. Cercare nelle sue gioie, capire cosa ama, qualcosa che lui possa toccare con gusto... entrare... Praticamente pensare a un altro... come fosse un soggetto.
Impossibile. Divento matto. Che Natale!
Ma non sarebbe meglio mandarsi del denaro? Diecimila a te... diecimila... diecimila... poi ritorna... La catena di santantonio! Impossibile. Lo zio è sensibile, ci vuole qualcosa di più affettuoso... (pensa, guarda) Il frigorifero ce l'ha... e poi gli manca quel calo... No, a me piace il frigorifero: discreto, educato, silenzioso... bzzz... un po' freddino, nordico, socialdemocratico... mi trovo bene. La lavatrice non la sopporto: latina, carattere spagnolo, sanguigna, tremenda, calda, invadente... trrr-popo trrr-popo... non sta mai ferma, va lì a tampinare la lavastoviglie... Già, c'è anche la lavastoviglie... il bidone aspiratutto... il frullatore... il tostapane... l'affettatrice...
...Aiuto!... (si guarda in giro) sono circondato... bisogna fare qualcosa, aiuto! Altro che zio, bisogna fare qualcosa... aiuto... sono circondato... Che vogliono?... Io non ci ho niente!... Chi sono?... Io non ci ho niente di mio... Io spezzo tutto, rompo, distruggo, butto via... io... ecco, via!... fuori dalla finestra, via, una montagna... ecco così... le case vuote, tutto nella strada... fuori, via!... Montagne, montagne di rifiuti... scatole, cartacce, stracci, cocci... buon anno!... pentole, cucchiai, una ruota di bicicletta... una ruota di bicicletta?... sì, una ruota di bicicletta!... pannolini, pillole, escrementi, vasi da notte, attaccapanni, mezzo armadio, un camion, una nave!...
Mi sono lasciato prendere la mano.
Non importa, una montagna, una montagna di...
Ogni giorno una città come Milano accumula duemilacinquecento tonnellate di rifiuti... duemilacinquecento tonnellate...
C'è da pensarci. Intendiamoci, non si può dire alla gente di consumare di meno e di produrre di meno. È un'utopia.
L'unica salvezza è il riciclaggio dei rifiuti... o la disintegrazione.
Io sono per il riciclaggio. Mi sembra più serio come lavoro e meno di spreco. Bisogna organizzarsi bene, selezionare, catalogare, classificare... e tutti al lavoro per il riciclaggio. Certo, anch'io, mi piace, ce l'ho nel sangue il riciclaggio, io... è una questione di coscienza. Avanti, al lavoro, in quest'ammasso di roba enorme, anche schifosa. Non importa, cerca, distingui, ammucchia: le plastiche da una parte, il riciclaggio è un lavoro collettivo, importante, da fare con un certo impegno, tutti insieme, certo, le plastiche da una parte, e poi i vetri, e poi i metalli, buoni i metalli, ecco, da una parte, con cautela, e gli escrementi... ce ne viene di roba con quelli... No, il gatto no... non c'entra. Via di lì! Di chi è questo gatto? È vivo per di più... Attento che ti riciclo, che poi arriva la macchina che ti schiaccia, ti fa un pacchetto, ti fa un cubo, attento devi scappare, anch'io, anch'io!... Clack! Riciclato... Con la merda!
Giorgio Gaber (seudónimo de Giorgio Gaberscik; 1937-2000) fue un cantautor, dramaturgo, actor, artista de cabaret, guitarrista y director teatral italiano, considerado uno de los artistas más importantes del entretenimiento y la música italiana desde la Segunda Guerra Mundial. Nacido en Milán en una familia de origen esloveno, Gaber se acercó a la música desde joven, actuando en locales milaneses y colaborando con algunos músicos de jazz. En 1960 debutó como cantautor en el Festival de Sanremo con la canción "Il mio nome è", obteniendo un éxito moderado. A lo largo de las décadas de 1960 y 1970, Gaber se estableció como uno de los cantautoras más originales e innovadores de la escena italiana, caracterizado por letras comprometidas y musicalidad experimental. Colaboró con varios artistas, entre ellos Enzo Jannacci y Gino Paoli, y participó en numerosos festivales de música. Entre sus canciones más representativas se encuentran "La canzone del sole", "Il mio amico", "L'uomo che non c'è" y "Non ho paura". Gaber también se dedicó a la dirección teatral, poniendo en escena obras propias y de otros autores. Su carrera artística estuvo marcada por un fuerte compromiso social y político, expresado a través de sus canciones y actuaciones teatrales. Giorgio Gaber murió en Milán en 2000 a los 63 años.
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La Music Session 53 fue un evento musical que reunió a varios artistas reconocidos de la música latina en el año 2018. Entre ellos, destacaron Shakira y Gerard Piqué, quienes realizaron una presentación memorable que dejó al público emocionado y maravillado.
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