Credo nella bugia quando un bambino si nasconde,
quando sdraiato, timido in mezzo all’erba,
non fa niente di male, accarezza il suo corpo e dolcemente si masturba,
è così naturale ma poi non lo può dire.
Dunque credo nella bugia quando un bambino si difende
con tutti i suoi divieti non può far meglio,
la sua unica arma è salvare se stesso con l’aiuto di un imbroglio,
non è un fatto di forma, è in cerca della sua normalità.
Com’è strana la nostra morale
se è un fatto naturale
diventa la tua prima oscenità,
com’è strana la nostra apprensione
ci vuole un’invenzione,
non è per stravaganza o per follia:
viva la bugia!
Credo nella bugia quando un bambino non si arrende,
trova con la finzione la sua misura,
sfugge ad ogni giudizio per non esser costretto a fare un torto alla natura,
la bugia che bel vizio, vorrei essere sincero come lui.
Non è per stravaganza o per follia:
viva la bugia!
El texto musical LA BUGIA de GIORGIO GABER también está presente en el álbum Anche per oggi non si vola (1974)
Giorgio Gaber (pseudonimo di Giorgio Gaberscik; 1937-2000) è stato un cantautore, drammaturgo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale italiano, considerato uno dei più importanti artisti dello spettacolo e della musica italiana del secondo dopoguerra. Nato a Milano da una famiglia di origini slovene, Gaber si avvicinò alla musica fin da giovane, esibendosi in locali milanesi e collaborando con alcuni musicisti jazz. Nel 1960 debuttò come cantautore al Festival di Sanremo con il brano "Il mio nome è", ottenendo un discreto successo. Nel corso degli anni '60 e '70 Gaber si affermò come uno dei cantautori più originali e innovativi della scena italiana, caratterizzato da testi impegnati e musicalità sperimentale. Collaborò con diversi artisti, tra cui Enzo Jannacci e Gino Paoli, e partecipò a numerosi festival di musica. Tra i suoi brani più rappresentativi ricordiamo "La canzone del sole", "Il mio amico", "L'uomo che non c'è" e "Non ho paura". Gaber si dedicò anche alla regia teatrale, mettendo in scena opere proprie e di altri autori. La sua carriera artistica è stata segnata da un forte impegno sociale e politico, espresso attraverso le sue canzoni e le sue performance teatrali. Giorgio Gaber è morto a Milano nel 2000 all'età di 63 anni.
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