No, secondo me è tutto un problema di alimentazione! Si comincia tutto da lì, dalla scelta del cibo che nutre il nostro corpo, dalle cose che contribuiscono alla nostra crescita.
Sì, ora vediamo ad esempio un minestrone, sì un bel minestrone con dentro tanta roba, tanta verdura, bello anche da vedere, anche come fatto culturale, per dire.
Sì, tu ce l’hai lì davanti fumante, colorato, pieno di sedani, rape, finocchi, carote, eccetera, eccetera, eccetera… e mangi, anche perché hai fame e quindi lo mangi.
Sì, mangi tutto anche se non è che del minestrone ti interessa tutto, certo non puoi mica metterti lì a selezionare, a dividere con le mani, sarebbe difficile, scomodo e anche maleducato, quindi mangi tutto anche se in realtà del minestrone ti interessa… a me personalmente del minestrone interessa la carota, è evidente che mi interessa la carota per le sue proprietà eccezionali d'altronde ben note.
La carota, questo prezioso ortaggio fa bene al… irrobustisce il… nervo ottico, sì, fa bene ai bulbi, ti vengono due bulboni… è importante vedere anche politicamente questa vista che cresce, che si sviluppa, che individua il nemico da combattere, sì.
E poi a parte questo la carota ha proprietà benefiche particolari per quanto riguarda la… materia grigia cioè la funzione celebrale, fa bene al cervello, sviluppa l’intelligenza.
Quindi uno del minestrone mangia tutto anche se in realtà gli interessano le carote.
C’è tutta questa operazione di ingestione, di masticazione, il bolo che scende, ‘BBBLLBBBLLL’, stomaco, intestino, ‘SHU', 'SHU’, i villi, ‘SHU', 'SHU’, i villi intestinali trattengono, aspirano, assimilano le carote che fanno bene a… le carote che fanno bene al… no?
No perché naturalmente il mio corpo trattiene quello che io voglio che il mio corpo… No, potrebbe anche trattenere… no ma i piselli che li trattiene a fare, a me dei piselli non me ne frega niente! E magari lui magari trattiene i pis… ma il pisello è banale, anticulturale.
Ma io non capisco perché lui deve trattenere quello che vuole lui e no quello che io so che mi fa bene, a me i piselli fanno schifo per esempio! E butta via le carote che sono così rivoluzionarie.
Maledizione guarda che corpo stupido!
El texto musical IL MINESTRONE de GIORGIO GABER también está presente en el álbum Anche per oggi non si vola (1974)
Giorgio Gaber (pseudonimo di Giorgio Gaberscik; 1937-2000) è stato un cantautore, drammaturgo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale italiano, considerato uno dei più importanti artisti dello spettacolo e della musica italiana del secondo dopoguerra. Nato a Milano da una famiglia di origini slovene, Gaber si avvicinò alla musica fin da giovane, esibendosi in locali milanesi e collaborando con alcuni musicisti jazz. Nel 1960 debuttò come cantautore al Festival di Sanremo con il brano "Il mio nome è", ottenendo un discreto successo. Nel corso degli anni '60 e '70 Gaber si affermò come uno dei cantautori più originali e innovativi della scena italiana, caratterizzato da testi impegnati e musicalità sperimentale. Collaborò con diversi artisti, tra cui Enzo Jannacci e Gino Paoli, e partecipò a numerosi festival di musica. Tra i suoi brani più rappresentativi ricordiamo "La canzone del sole", "Il mio amico", "L'uomo che non c'è" e "Non ho paura". Gaber si dedicò anche alla regia teatrale, mettendo in scena opere proprie e di altri autori. La sua carriera artistica è stata segnata da un forte impegno sociale e politico, espresso attraverso le sue canzoni e le sue performance teatrali. Giorgio Gaber è morto a Milano nel 2000 all'età di 63 anni.
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