Latte 70, burro 120, carne 2000, lavanderia, stireria, le tendine, le posate, i centrini, le tovaglie ricamate, le lenzuola, le camicie, le camicie le portiamo anche a lavare, ma basta sono stufo, sono stufo, ogni giorno c’è una novità, hai capito, hai capito, non si può andare avanti con te, non ne posso più di un donna così.
E dai non piangere, e non piangere.
Amore ti prego vieni a tavola a mangiare,
ti giuro non volevo litigare,
dai vieni non farti pregare.
Amore lo sai che a volte parlo tanto per parlare,
sto chiuso in quella stanza otto ore,
son stanco, dovresti capire.
No, non capisci ? Eh già, come al solito non capisci, tu non sai cosa vuol dire, tu non parli, non rispondi, te ne freghi, non mi guardi neanche in faccia e tu piangi, sì tu piangi, così ti devo anche compatire, ma basta sono stufo, sono stufo, stai diventando peggio di tua madre, hai capito, hai capito, non si può andare avanti con te, non ne posso più di un donna così.
E dai non piangere, e non piangere.
Amore non hai finito neanche di mangiare,
dai mangia qualcosa per favore
che dopo facciamo l’amore.
Amore lo sai che a volte parlo tanto per parlare,
sto chiuso in quella stanza otto ore,
dai fa presto facciamo l’amore,
oh amore…
El texto musical LATTE 70 de GIORGIO GABER también está presente en el álbum I borghesi (1971)
Giorgio Gaber (pseudonimo di Giorgio Gaberscik; 1937-2000) è stato un cantautore, drammaturgo, attore, cabarettista, chitarrista e regista teatrale italiano, considerato uno dei più importanti artisti dello spettacolo e della musica italiana del secondo dopoguerra. Nato a Milano da una famiglia di origini slovene, Gaber si avvicinò alla musica fin da giovane, esibendosi in locali milanesi e collaborando con alcuni musicisti jazz. Nel 1960 debuttò come cantautore al Festival di Sanremo con il brano "Il mio nome è", ottenendo un discreto successo. Nel corso degli anni '60 e '70 Gaber si affermò come uno dei cantautori più originali e innovativi della scena italiana, caratterizzato da testi impegnati e musicalità sperimentale. Collaborò con diversi artisti, tra cui Enzo Jannacci e Gino Paoli, e partecipò a numerosi festival di musica. Tra i suoi brani più rappresentativi ricordiamo "La canzone del sole", "Il mio amico", "L'uomo che non c'è" e "Non ho paura". Gaber si dedicò anche alla regia teatrale, mettendo in scena opere proprie e di altri autori. La sua carriera artistica è stata segnata da un forte impegno sociale e politico, espresso attraverso le sue canzoni e le sue performance teatrali. Giorgio Gaber è morto a Milano nel 2000 all'età di 63 anni.
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